L'attività ha previsto
la selezione massale di popolazioni spontanee reperite ad Osimo (Giulio) ed a
Camerino (Severa) e la loro domesticazione per contemporaneità di maturazione,
indeiscenza delle capsule e produttività, per semine autunnali non alternative.
Annualmente sono stati allestiti confronti agronomici con le migliori cultivar
primaverili (Fantasie e Fal) e autunnali (Utopie) per testarne la produttività,
competitiva rispetto alle migliori cultivar tedesche. La specie risulta di facile
introduzione negli attuali ordinamenti colturali non richiedendo macchine aggiuntive
a quelle presenti in azienda.
La sperimentazione è stata finalizzata
alla ricerca della più opportuna combinazione tra epoca e densità
di semina in un ecotipo raccolto in territorio di Osimo. La prima metà
di ottobre sembra l'epoca di impianto più idonea con un investimento di
200 semi m-2. Ulteriori ritardi possono essere
compensati con aumenti della quantità di seme.
Lo scotano, tradizionalmente coltivato nel territorio marchigiano per l'estrazione di coloranti, concianti e gommoresine, spontaneo in luoghi sassosi e rupestri, ha presentato negli anni di prova, produzioni progressivamente superiori, indipendentemente dall'andamento stagionale e sempre con gli investimenti più alti (2 e 3 piante m-2), con rese, in foglie (48%) e fusti (52%), che hanno superato i 100 kg ha-1 di s.s.
Il guado è una delle
fonti d'indaco naturale; la sua economica coltivazione richiede il controllo
chimico delle infestanti per evitare il costoso diserbo meccanico e manuale.
Dal 2003 è stato intrapreso uno studio per individuare erbicidi tecnicamente
validi, rilevando la massa fogliare, "l'abbondanza-dominanza" per le
infestanti, secondo gli indici di Van der Maarel, la produzione e la concentrazione
d'indaco nelle foglie. Dai primi risultati i prodotti impiegati si sono rivelati
selettivi e Oxyfluorfen e Methazachlor hanno consentito contemporaneamente il
miglior controllo e il più alto raccolto in pigmento blu.
Per determinare la migliore densità d'investimento sono state sperimentate
tre densità (10, 20, e 30 piante m-2),
utilizzando l'ecotipo Campana. Sono stati rilevati massa fogliare, produzione
e concentrazione d'indaco nelle foglie. Dai primi risultati, l'assenza della
risposta del guado alla densità sembra legata alla diminuzione dell'area
fogliare all'aumento della densità.
Tre ecotipi (Campana, Lectoure e Lombardia) sono stati valutati per la resa in
indaco in una prova comparativa. Importanti caratteri rilevati comprendono la
massa fogliare, la produzione e la concentrazione d'indaco nelle foglie. Dai
primi risultati, l'ecotipo Lectoure è risultato il migliore per la produzione
della biomassa fogliare e la produzione del pigmento blu.
Dal 2002 la Sezione ha intrapreso la collezione
di ecotipi di specie desuete per la valorizzazione delle aree collinari dell'Italia
centro-meridionale. Le specie a interesse industriale attualmente a disposizione
sono l'Isatis tinctoria (ecotipi Campana, Lectoure, Lombardia, e Pieve), Genista
tinctoria, Rubia tinctoria, Reseda luteola, e Glycyrrhiza glabra. Le prime tre
producono il colore blu, rosso, e giallo, rispettivamente, mentre l'ultima è
un dolcificante e aromatizzante. Le accessioni per cui si è potuto disporre
di sufficiente materiale di propagazione sono state riprodotte e valutate, mentre
quelle con poca disponibilità sono state unicamente moltiplicate per future
investigazioni.
Contatti:
Dr. Domenico Laureti, d.laureti@isci.it
Dr. Ephrem Habyarimana, e.habyarimana@isci.it
P.A. Sandro Pieri, s.pieri@isci.it